colonialismi

L’incontro tecnico

1239360_230891410395836_2026637252_nIeri pomeriggio ho avuto l’opportunità di assistere a quello che era stato presentato come incontro tecnico tra la Ministra Kyenge e le autorità locali sulla situazione dei raccoglitori di frutta migranti nel saluzzese.

Saluzzo è zona di produzione della frutta, con uno splendido centro antico . Girano soldi, persone ipergriffate, e i locali sono piuttosto trendy per questa selvaggia provincia.

Nel giro di qualche anno qui si è passati dal flusso di qualche decina di braccianti stagionali per la raccolta della frutta, ai dichiarati 600 aspiranti braccianti. La situazione di queste persone è assolutamente inadeguata: niente alloggiamento per i più, una sorta di baraccopoli fa da rifugio, si parla di coprifuoco e mancanza di acqua e luce.

Guidando per le strade del circondario a certe ore puoi vedere gruppi di uomini in bicicletta andare e tornare dai campi. I braccianti sono forza lavoro tradizionale da queste parti. Trattandosi di lavori stagionali, in campagna al bracciante veniva garantito un posto dove stare per la durata del suo lavoro. Oggi non è più così. Arrivano in tanti, molti più di quanti possa assorbirne il lavoro. Immagino che questo sia veramente comodo per chi ha solo l’imbarazzo della scelta su chi sfruttare. La legge dice che puoi far venire dall’estero un lavoratore stagionale garantendone l’ospitalità, ma qui nel profondo nord i proprietari terrieri sfruttano la forza lavoro di persone che si sono fatte prima le campagne al sud, e risalgono in cerca di altri modi per sopravvivere, riuscendo così ad aggirare l’obbligo di ospitalità.

Ma torniamo all’incontro, ovvero alla sacra rappresentazione.

Siamo le prime io e la mia amica. Emozionate di poter vedere il mito Cecilè Kyenge: Ministra, donna e nera! L’attesa è lunghissima, è in ritardo. Inizio a chiedermi quanto riuscirà a dire, sapendo che l’attende un altro impegno a Bra. Intanto la splendida location (l’antico cortile di un edificio del XV secolo, sede della prestigiosa scuola di alto perfezionamento musicale) inizia a popolarsi di una maggioranza di signore e signori molto in tiro e con l’aria poco accogliente. Quasi tutti attendono la Ministra fuori dal cancello. Sembra l’attesa della sposa, che finalmente arriva. Vediamo che la piccola folla rimane ferma un pò. Scopriremo poi che è stato il momento in cui un rappresentante dei braccianti è riuscito a leggere un documento alla Ministra. Unica forma di contatto consentita con gli attori protagonisti della vicenda.

Poi si da inizio al rituale.

Prima la musica d’arpa di due artisti della scuola. Un cenno breve, i tempi sono serrati. Poi prende la parola la presentatrice, la più giovane. Inizia la carrellata degli interventi, tutti molto vaghi e di circostanza.

Una parola è detta più di tutte: africani.

Guardo il volto impassibile della Ministra e per un momento mi chiedo se si senta un brand. Ha origini congolesi. Donna e africana. Il suo genere è negato subito da tutte e tutti. Nessuna-o dei-delle presenti ha mai declinato al femminile “Ministra”, semmai un  improbabile “signora Ministro” (anche il prefetto viene chiamato “signora prefetto). Mi chiedo cosa provi, se senta qualcosa vibrare ascoltando questo mantra “africani, africani, africani”. In effetti nel suo intervento fa un moderato cenno alla complessità del fenomeno migratorio, ma nulla di più.

Notizie dettagliate e proposte sono state del tutto assenti. Non sono stati invitati a parlare rappresentanti diretti o indiretti dei braccianti.

Sul palco c’era già un’africana: che volete di più? Anzi scusate: una signora africano.

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