colonialismi · corpi · cultura · emozioni · genere · razzismo · sessismo · tra il dire e il fare

Trasversalità – note a margine

Immagine

Trasversalità‹tra·ṣver·sa·li·tà›s.f.

  1. Direzione reciprocamente assunta da elementi che si incrociano.

  2. Valenza interdisciplinare.                                                     (Wordreference.com)

Trasversalità è una parola della quale sto cercando di definire i contorni, perché ho notato che ci inciampo spesso. Pone parecchi problemi nel movimento Se Non Ora Quando?, che nella trasversalità ha il suo nodo costitutivo, ambendo a riunire persone con idee e valori diversissimi, ma convinte di doversi battere per le pari opportunità tra maschile e femminile.

Vedo ricorrere il termine anche quando di tratta di curricula, competenze, didattica. In effetti potrebbe non essere casuale, dato che l’insegnamento è lavoro marcatamente femminile, e Se Non ora Quando? è un movimento di donne. Non vedo come potrebbe essere diversamente: il femminismo vuole ricostruire realtà culturali, le variabili individuali di pensiero sono tante, la società è complessa.

 In pedagogia si dicono trasversali “le possibili interazioni o sinergie fra esigenze, valori, linguaggi, prospettive che si affermano in ambiti socioculturali diversi (famiglia, scuola, associazioni, chiese, mass media), ponendo problemi di ristrutturazione o riconsiderazione unificante (da Treccani.it,il grassetto è mio).  

Dunque quando compare il problema della trasversalità le risposte devono essere unificanti. L’idea è meno banale di quanto sembra. In una situazione di trasversalità occorre riconsiderare la posizione alla luce di nuovi elementi con un fine unificante, inclusivo di questi elementi. Una ristrutturazione in senso esclusivo quindi non soddisferebbe queste condizioni.

Capirete che questa è trippa per chi è interessata alle dinamiche culturali. La cultura, contrariamente a quanto piace propagandare, è una cosa viva e sorprendente. Francesco Remotti direbbe “nasciamo nudi al mondo e senza la cultura moriremmo”. Gli animali hanno l’istinto,  gli umani sono una specie che sopravvive in qualsiasi condizione ambientale sulla terra. Il nostro corpo non deve modificarsi attraverso le generazioni per adattarsi e sopravvivere: abbiamo vestiti, energia, cibo caldo e fuoco. Se la cultura fosse immobile saremmo una specie estinta.  Il mancato rispetto della diversità culturale è cosa grave. Questione di vita e di morte non solo individuale, ma di specie. Si pensi all’esondanza di certi gruppi culturali rispetto ad altri, alle lotte di potere,all’inquinamento, per citare solo alcuni esempi.

 

La nozione di trasversalità però mi pare soffra di un equivoco nella sua applicazione. Dire che io so che ci sono persone con valori diversi deve tener conto dalla domanda: diversi da chi o da cosa? In termini culturali la risposta è diversi dalla cultura dominante. Una volta identificato che io devo trovare una risposta inclusiva, significa che deve esserlo  verso quella diversità. Eppure il tema della trasversalità salta spesso fuori al contrario. Ci si preoccupa di rimanere fermi su posizioni assunte sui valori del potere (e della sua economia). Un esempio banale è quello della laicità. Vivo in un Paese in cui ogni leader di sinistra deve inserire almeno un santo, una santa, Cristo o la di lui santa madre ad avvallare i discorsi pubblici. Siamo arrivati al punto che i femminismi – al grido di trasversalità – si interrogano su temi cardine come quello dell’aborto perché non trasversale rispetto alle donne cattoliche. Eppure filosofia, storia, antropologia, economia, diritto sono tutte lì a dirci che il controllo delle nascite e l’aborto sono le condizioni che hanno emancipato le donne dal ruolo di fattrici. Cosa spinge a questo revisionismo? La trasversalità. Intanto, trasversalmente, i punti nascita diminuiscono, le donne non lavorano, gli asili sono un lusso per poche, il lavoro di cura continua a esser affar loro, la bellezza è determinata dai gusti maschili, la gravidanza e la maternità sono un handicap sociale e contemporaneamente gettano la donna dalla parte della madre sempre sotto giudizio in quanto tale, sessualità e morale sono machocentrate ecc ecc

 

 

 

 

 

 

Annunci

6 thoughts on “Trasversalità – note a margine

  1. se la signora in bikini si copre i suoi familiari non la ammazzano e non la ripudiano, se la signora in burka se lo togliesse invece..

    Mi piace

  2. sì lo so ma io parlavo in generale della cultura occidentale che con tutti i suoi difetti e contraddizioni mi sembra un po’ meglio di quella vigente in Arabia saudita. Anche il femminicidio da noi è punito dalla legge in maniera un po’ più severa rispetto ad altri Paesi dove sono le ragazze violentate a rischiare la pena di morte
    Ma se per te non ci sono differenze mi sa che partiamo da presupposti

    Mi piace

  3. Cose che non funzionano: parallelismi tra uno Stato e due continenti (Arabia Saudita contro Europa e America: Occidente), gerarchie culturali in termini di meglio-peggio. Chi legge questo sito per interesse conosce la nozione di etnocentrismo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...