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La maledizione matrilineare

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Questa mattina mia nonna materna, mia madre ed io, eravamo in ospedale per una visita. La nonna è sulla sedia a rotelle, molto rimbambita dagli anni, ma non abbastanza da abbandonare quel suo nerbo di donna velenosa.

Dopo avermi deliziata con la sua ferrea logica circa un vecchio moroso con il quale non faceva sesso e che andava con le altre che erano donnacce in segno di rispetto per lei che era una signora, ha tirato fuori sinteticamente ogni profonda ferita familiare. Poi,   puntando i suoi occhi e il dito magro e nodoso contro me e mia madre, ha dichiarato minacciosa “avete fatto quello che avete voluto” . Tra un perfido sproloquio e l’altro, ha rispolverato una vecchia leggenda di famiglia.  La Potente Signora Oscura (PSO), come la chiama mia madre, narra che quando suo padre era giovane, tornando dalla guerra (del 15-18) “ha scoperto che la sua fidanzata aveva abortito e l’aveva lasciata, visto che essendo stato in guerra significava che lei lo aveva tradito. E poi l’aborto: una cosa abominevole, per lui”. Nulla si sa su cosa desse la certezza del tradimento e del successivo aborto a questo antenato. Quel che si sa è che siamo a Conegliano, in Veneto, in un piccolo paese. Questa donna abbandonata viene internata quasi subito in manicomio a seguito dell’abbandono (!). Così le sorelle di lei lanciarono una maledizione, secondo la quale le donne discendenti del mio bisnonno avrebbero dovuto soffrire.

Una maledizione in linea matrilineare, per 3 generazioni perché “sapevano tutti che la maledizione dura 3 generazioni”.

Non solo la logica della nonna, ma anche quella della vendetta segue il filo della misoginia. Le sorelle lanciano la maledizione all’uomo, ma questa sarà efficace sulle donne della sua famiglia.  Un perfetto esempio di come le donne che odiano le donne seguano logiche tutte maschili. Da sempre

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