diario · tra il dire e il fare · violenza

A proposito di violenza. Briciole di realtà.

Immagine

Gridava aiuto, due donne si sono fermate e mi han telefonato. Lo avevo chiesto io. Non sapevo chi fosse quella ragazza, ma sapevo che si è presa una bottigliata in faccia un paio di settimane fa, e l’han dimessa da non molto. Ne ho sentito parlare, solo voci di seconda mano, nessuna notizia stampa. Se il tuo partner arriva a darti una bottigliata in faccia alle dieci di sera in piazza penso che la candidatura alla pagina di cronaca nera non te la tolga nessuno.

Esco di casa.  Lei sragiona, è talmente sbronza e terrorizzata che sa solo gridare “mi ammazza, ti ammazza”. Le dico che tanto lui ci ha viste. L’ho visto anche io, si è avvicinato sorridente. Gli ho detto di allontanarsi, che voglio parlare con lei. Venendo in qua ho visto un paio di poliziotti non lontano. Glielo dico. Lei gli ringhia, sento la sua rabbia, si allontana di qualche metro con noi (le mie 2 conoscenti, io e un suo amico) ma non riesce a seguirmi, quasi fosse inchiodata a quella piazza maledetta. Non distante c’è ancora la fiera con lo stand della rete antiviolenza. L’ amico di lei dice che la moglie l’aspetta. Lei sembra fidarsi si lui. Le dice che – visto che è così ubriaca – domani da sobria può riprovare a parlarmi. Lei insiste “parla tu con lei”. Penso che non devo sporgermi sul pozzo, lei deve allungare la mano. Le spiego che se non è con lui che voglio parlare. E lui deve andare a casa. Mi allontano. La scelta è sua, penso. Mollo lì lei, l’amico e le due donne che mi han chiamata. So che il compagno sbucherà fuori appena sarà sola. E che lei mi ha detto che lui l’ammazza.

Uscendo di casa avevo già chiamato la presidente di Mai+sole, il centro antiviolenza, per avvertirla. Nonostante fosse impegnata lontano mi chiede di rimanere aggiornata. La richiamo. Giusto ieri parlavamo di fino a che punto è giusto incoraggiare a denunciare quando le persone non hanno casa e lavoro e non ci sono risorse. Vado allo stand della rete antiviolenza, parliamo con i due poliziotti. Ci dicono che vanno a fare un giro in piazza. Richiamo le amiche, anche loro sono andate via.

Sbircio a distanza. I poliziotti sono davanti a lei, che è sola. Fanno delle telefonate. Vorrei potesse dormire altrove, così come mi ha detto di volere lei. Non prendere botte per qualche giorno fa bene alla lucidità. Vorrei che potesse non bere più così. Quelle son botte che si da da sola, e per combattere quella violenza ha bisogno di volerlo. E di cure.

Tornando a casa squilla il telefono, è l’amico con cui l’ho vista prima. Gli spiego che è con due poliziotti e che spero le trovino da dormire. Mi dice che lui conosce anche il compagno e ha provato a dirgli di non fare così, che la bottigliata ha colpito lei per sbaglio. Gli rispondo che se l’ammazza per sbaglio sempre morta rimane. Condivide, dice che domani sarà sobria e semmai mi richiamano.

Io non sono nessuno. Lei è ubriaca fradicia, alcoolista e senza tetto. Vive con lui in una casa abbandonata. La violenza in questo caso, è sia di genere (lui che picchia duro), che  autoindotta (alcoolismo). Nel rapporto OMS sulla violenza, lo stesso che classifica anche la violenza autoindotta – si propone un approccio sanitario.

Questo per ricordare che il fenomeno è molto più diversificato e complesso di qualsiasi spot. Anche il migliore.

Annunci

One thought on “A proposito di violenza. Briciole di realtà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...