cultura · diario · relazioni

Con sta pioggia, con sto vento, chi è che bussa…

Con sta pioggia con sto vento chi è che bussa a sto convento?

E’ una povera vedovella che si vuole confessar..

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Lo so, fa ridere, ma ho in mente questa canzone popolare.

In una mattinata di pioggia in tempo di crisi (e dentro a crisi mettici pure anche una bella vedovanza simbolica) ho bussato a un “convento” diverso da quello della vedovella, mossa da voglia di approfondire, riflettere, dialogare e liberare il pensiero.

Alla porta dell’Istituto Storico della Resistenza mi hanno aperto . Ed è stato bellissimo.

Non i contenuti dell’incontro, ma le emozioni voglio restituire qui, in un piccolo elenco:

l’emozione di un parlato fuori dalle platee sociali e dagli slogan,

l’emozione del dialogo,

l’emozione di poter spaziare dal culturale al personale,

l’emozione di nominare un affetto remoto e avere immediato rimando “ma certo: il Capitano Villa” (molto meglio dei crisantemi, vero mamma?),

l’emozione di  persone che si fanno sfogliare come memoria storica e culturale,

l’emozione di vedere un vero e proprio caveau che custode 50000 testi e documenti,

l’emozione di non tornare a casa a mani e testa vuote.

Tutte queste emozioni credano valgano un grazie lanciato tra i naviganti, come un messaggio in bottiglia. Un messaggio di resistenza al dilagare del grande nulla

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