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Malamore e malainterpretazione.

Ieri Concita De Gregorio ha scritto un pezzo a commento dello stupro di gruppo di una ragazza di 16 anni a Modena, sollevando un polverone.

A volte ho lì’impressione che i social funzionino come quelle stanze degli specchi delle fiere di un tempo, dove non riuscivi più a individuare il corpo dall’immagine riflessa e deformata rimandata ripetutamente.

Immagine

Voglio suggerire la lettura di un testo di de Gregorio: Malamore. Esercizi di resistenza al dolore. E’ stato pubblicato nel 2009, quando ancora non era trendy parlare di certe cose. Ne consiglio la lettura dato che giudicare un pensiero senza approfondirlo è poco costruttivo.

Guardare in faccia la cultura sessista ancora non è d’uso comune. Intendo guardarla fino in fondo, oltre la retorica, e con onestà verso tutte e tutti.

“Amici, attenzione. Nessun livido, nessun graffio, nessun segno di violenza che segnali la sopraffazione fisica in senso proprio” Concita de Gregorio

Questo un brano oggetto della polemica.

Questo quello che ritengo abbia cercato di far passare:

“Di tutte le forme di “persuasione occulta”, la più implacabile è quella esercitata semplicemente dall’ordine delle cose” Pierre Bourdieu

Peraltro nelle polemiche che ho letto come prima cosa si continua a negare la presenza di attiviste senza sponsor e mezzi, annullandole.

Ecco questo sì mi fa arrabbiare. Sono stufa di sentir descrivere lo sforzo di tantissime come l’artificio di 4 signore per bene. Mi riferisco alle solite accuse su Se non ora quando?, che certo contiene anche 4 signore per bene, ma opera attraverso migliaia di donne che lottano. (Peraltro considero Concita una delle opinioniste che ha stimolato l’onda di sdegno, ma posso dire che non è nel defunto comitato promotore di SNOQ). Questo negazionismo è prepotente e non  certo meno grave, anche se – come sempre in questi casi – vi porta tanti clic. Anche questa è violenza simbolica

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2 risposte a "Malamore e malainterpretazione."

  1. Condivido, ma c’è da dire che il messaggio potrebbe non essere rivolto alle attiviste culturali. Sono convinta che tutte e tutti coloro che onestamente cercano di superare discriminazioni sono una sorta di laboratorio permanente di riflessioni. A prescindere da sesso, orientamento sessuale, origine, religione, età, opinioni e condizioni personali. Pensa che io nemmeno sono arrivata, quindi l’ultimo arrivato è comunque avanti a me:)

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  2. Se un messaggio non passa, forse non è solo colpa di chi lo recepisce nel modo sbagliato, ma anche di chi non ha saputo esprimerlo. In Italia subiamo un po’ troppo il complesso di inferiorità nei confronti degli “anziani”: quelli che hanno fatto tanto… Nessuno, criticando il presente, intende negare i meriti passati, ma il passato non implica necessariamente che nel futuro non si possa sbagliare. Tendiamo a bacchettare quei giovani che sentono il bisogno di dire la loro, a modo loro… perché sono troppo giovani e non hanno nessun diritto di minare quall’autorevolezza che ci siamo faticosamente costruiti. Io non sono affatto giovane, ma per non diventare definitivamente vecchia mi impongo sempre di ascoltare anche l’ultimo arrivato: potrebbe avere qualcosa da insegnarmi…

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