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Ma chi ti credi di essere? Non una miss

Dalla vetrinetta dell’edicola occhieggiano i calendari. Segneranno le nostre giornate per un anno. Fianco a fianco la foto di una statua di madonna e il primo piano del sedere di una bella mora nuda, subito sopra i giornaletti porno, ad altezza bambino: femmina o maschio che sia è bene che tu veda come gira il mondo. Devi sapere che i maschi un sedere non ce l’hanno. A meno che non siano gay, maschi corrotti dalla madre, che come tutti sanno è l’unica donna che non deve mostrare il sedere.

Accendi il computer e l’ufficio turistico di Borgo condivide in pompa magna l’articolo sui mirabolanti successi della miss dell’anno prima. Che aspettate ragazze? Dieta, sport, volto inclinato, sorriso e poi via in mutande per la vostra realizzazione. Non vorrete mica tirar fuori sta menata dei modelli a cui ispirarsi?

Se poi non sei  giovane, magra e conforme non può che essere l’invidia a muoverti. Sei come la volpe con l’uva, è chiaro. Se lo sei o lo eri e non ne approfitti chi diavolo ti credi di essere?

Di sicuro esprimersi contro lo stereotipo è il modo più veloce e sicuro per essere attaccate, sempre.

Il fatto che le donne si sentano in dovere di difendere e promuovere questi concorsi mi fa molto molto male. Non perché non possano esserci ragazzine che ritengano di farli, ma perché c’è una continua pressione affinché quella sia l’unica opportunità. Peraltro a brevissimo termine, dato che non abbiamo sviluppato una nozione di bellezza legata al tempo che passa. Questo proprio perché mentre l’uomo è persona, indi dotato di opinioni, pensiero da cui il fascino, la donna no. La donna è un corpo senza pensiero, voce, opinione, posizione.

Che sia consapevole o meno sta di fatto che tutto intorno a te dice che devi inclinare la testa, sorridere, usare un tono di voce morbido, altrimenti sei aggressiva e cattiva.

Odi le donne. Odi gli uomini.

L’accusa di odiare gli uomini me la porto dietro da così tanto tempo che nemmeno so quando è stata la prima volta che me lo sono sentita dire. Ero bambina, comunque. C’è sempre qualcuno pronto a dirlo non appena esci dal binario. Quello e puttana, ovviamente. Invecchiando puttana diventa più raro, perché non dipende da te ma dall’effetto che fai e la donna fa sangue da giovane. Quanto alle donne sono il sale e il sugo della mia vita. Ho amicizie che altre-i non potranno vedere in tutta una vita. Mi spiace per loro. Effetti collaterali della misoginia.

L’odio comunque non mi appartiene, altrimenti so che avrei ucciso. Mi sono maledetta in passato per non essere così.

Di sicuro un uomo ha odiato me da adulta. E  conosco anche l’odio di certe donne per altre donne. Ha la faccia di una parente con figli della stessa età di mia figlia, che mi faceva sapere che non la invitava perchè “si vede che la bambina invidia i miei che hanno un padre“.  Ha la faccia dell’assistente sociale e delle sue scorrettezze, come chiamare me per avvertirmi delle intenzioni violente di lui, che ben conoscevo, invece di denunciare nelle relazioni per il tribunale, sempre omertose “per non incattivirlo“. Ha il volto della maestra delle elementari di mia figlia, che colpevolizzava la bambina che si nascondeva da un padre (che non doveva essere in quella scuola) che aveva cercato di strangolare sua madre poche ore prima. O che chiedeva alla mamma della sua amichetta di non frequentarla. In quegli anni c’era una canzone:

La cantavo squarciagola, guidando. Mi ha aiutato credo, ma non lo rifarei. Siamo un laboratorio continuo, siamo persone. Non userei puttana. Non lo sopporto più. Voglio parole nuove. E modelli nuovi.

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2 thoughts on “Ma chi ti credi di essere? Non una miss

  1. Mi piacerebbero modi di dire nuovi capaci di avere la stessa grinta di quelli vecchi. Un modo efficace sostitutivo di avere le palle, far incazzare..modi di dire che siano slegati dai genitali. Parolacce come puttana e bastardo, ma che non implichino quel genere di pregiudizio implicito

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