antropologia · visioni

Come pensano le Istituzioni

Mary-Douglas-Quotes-5

Pensando alla presenza su facebook non solo di politici, ma del papa e di ogni rappresentanza istituzionale, alla mania istituzionale per slogan e brand, e all’abuso di citazioni, mi viene in mente lei: Mary Douglas.

Un suo saggio del 1986: How Institutions Think, riflette sul rapporto tra mente, cultura e società.

“Nelle crisi gli individui non prendono da soli decisioni di vita o di morte; sono le istituzioni a stabilire chi sarà salvato e chi morirà (…) La ragione individuale non può risolvere questi problemi. L’unica risposta considerata corretta sarà quella in accordo con il pensiero istituzionale già presente nelle menti degli individui quando tentano di decidere”

Perché una convenzione sociale diventi un’istituzione sociale legittima  occorre un principio che ancori la convenzione a qualcosa di stabile, che non cambi con il cambiare degli interessi comuni che hanno dato origine alla regola. Qualcosa che vada oltre gli interessi egoistici individuali, un qualche principio  stabilizzante per impedire la propria prematura scomparsa. Questo principio stabilizzante è la  naturalizzazione delle classificazioni sociali. Dunque le Istituzioni producono classificazioni di natura funzionale e simbolica, ancorandole ad una costruzione dell’ordine del mondo. Douglas sa che questo rinviare alla natura delle cose è un artificio culturale, e spiega che questa caratteristica viene tenuta segreta altrimenti rischia di essere rimesso tutto in discussione.

ogni istituzione che vuole conservare la propria forma deve venire legittimata da una fondazione specifica nella natura e nella ragione: su questa base trasmette ai propri membri un insieme di analogie per esplorare il mondo e per giustificare la naturalezza e la ragionevolezza delle regole istituzionalizzate ed è in grado di conservare una propria forma identificabile e permanente.
A questo punto ogni istituzione inizia a controllare la memoria dei suoi membri; fa loro dimenticare le esperienze incompatibili con la propria immagine virtuosa e fa loro ricordare una serie di eventi  che confermano la visione della natura che le è propria. Fornisce loro le categorie di pensiero, fissa i confini dell’autocoscienza e definisce le identità. Ma tutto ciò non basta. L’istituzione deve garantire l’edificio sociale sacralizzando i principi della giustizia.

E qui pietosamente mi taccio.

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