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Gattemorte e gattimorti

barbieGattamorta [gat-ta-mòr-ta] – singolare femminile (plurale femminile gattemòrte)

 Persona che, sotto un aspetto tranquillo e mansueto, nasconde tutt’altro carattere: è proprio una g.; con quel suo fare di gatta morta, e con quelle sue proposizioni sciocche, io l’ho per un dirittone, e per un impiccione (Manzoni); fare la g., ostentare semplicità oppure indifferenza, far finta di non vedere o sapere, per non destare sospetti e riservandosi di agire a proprio vantaggio in un momento più opportuno. (Da Treccani.it)

Nemica delle donne secondo il meccanismo collaudato del controllo tra pari, la gattamorta mi è odiosa almeno quanto lo straniero che ricalca lo stereotipo razzista, danneggiando la stragrande maggioranza di connazionali onesti.

Il fenomeno gattamorta è interessante sotto il profilo degli effetti che produce. Proprio il suo potere di seduzione è all’origine dello stereotipo della donna manipolatrice e ingannatrice. Ingannatrice e manipolatrice è la gattamorta, la gattamorta è donna, le donne sono gattemorte. Non a caso continuiamo a vedere foto di belle ragazze in bikini morte ammazzate, per sottolinearne l’avvenenza.

Alcuni stralci da un post del blog http://tuttoquellochegliuomininondicono.blogspot.it

Dicesi “Gatta morta” l’esemplare femmineo più stupido per eccellenza, una sorta di camaleonte con le poppe, una piuma portata dal vento di turno, una femmina con la levatura morale di un verme, geneticamente portata alla risatina scema ed inopportuna per accaparrarsi le grazie dell’uomo da conquistare. Dove vive: la gatta morta è presente in tutti e cinque i continenti, non c’è latitudine dove essa non abbia portato la sua immensa demenza e si adatta ad ogni clima … anche se preferisce le spiagge famose dove mettere in mostra tutto il proprio armamentario e la propria pochezza. Di cosa si nutre: la gatta morta è un onnivoro, ma i suoi “pasti” preferiti sono promozioni immeritate sul lavoro, simpatie di uomini ambiti, mariti di altre donne, farsi levare una multa dal vigile con la bava alla bocca e… anche se quella gatta morta è bella che defunta, ce ne sarà sempre una giovane e fresca (!) e sempre più spregiudicata a prendere il suo posto …  la mamma delle gatte morte sta sempre incinta!

La mamma dei cretini è sempre incinta, la mamma degli stronzi idem, ecc..non essendo biologicamente degli uomini la facoltà di rimanere incinti, le donne si possono ritenere responsabili della velenosa presenza di qualsiasi riprovevole comportamento. La facoltà di rimanere incinta è anche nodo attorno al quale gira da sempre l’ossessione del controllo sul corpo di donna. E lo slittamento tra potenzialità e obbligatorietà (data dal controllo) è il meccanismo all’origine della credenza della incompletezza della donna senza figli.

Perché vive: per allietare la vita sessuale di uomini ricchi ma brutti come il peccato, oppure vecchi bavosi con importanti lasciti in cassaforte o per rovinare le famiglie o per accaparrarsi cose che non merita ma che spettano di diritto a Donne che sanno cos’è la morale e la decenza. Come liberarsene: raggiungendo il profondo del loro cuore ….. con una lama ben affilata!!! 

Ed eccola qui l’aggressività liberata dalla scoperta dell’inganno. La gattamorta ha cose che non merita. Il fatto che la stanza dei bottoni sia quasi esclusivamente maschile produce che l’equazione corpo merce=poltrone riguarda donne che la sfruttano. Non son poi molte, mi pare, a vedere chi ci è seduto sulle poltrone: ricchi, vecchi, brutti o meno, in comune hanno che sono uomini. E non per morale e decenza quelle poltrone spettano, ma per competenza (cavolo di controllo della morale e della decenza delle donne..)

Il fatto è che tutti quegli slumacamenti atti a conquistarci … tutte quelle tipiche attitudini della gatta morta, dal farci credere che sono in totale sintonia con noi, dal ridere a crepapelle alle nostre stupide battute ed altro, noi lo riassumiamo tutto in queste sole 4 parole: “QUESTA ME LA DA’” … e l’esito positivo o no dell’atto dell’intortamento felino dipende esclusivamente da quanto noi uomini siamo capaci di ragionare con la testa e dei valori in cui crediamo. 

Infatti è in questo che la gattamorta svolge il suo ruolo di controllo tra pari, nel suo essere donna e cullare la credenza maschile della donna nata per compiacere. Credenza quotidianamente consolidata dai media che ne fanno cornicetta e trastullo pornosoft, bella e silente.

Mi chiedo: gli uomini possono essere gattemorti o vale solo se hai le poppe?

La citazione di Manzoni si riferiva a un frate attraverso l’uso femminile. Tra l’altro, nel folklore di queste parti i preti venivano considerati mascun, cioè capaci di lavorare la fisica, come le masche (che peraltro secondo tradizione si trasformavano in gatte vivissime)

Gattamorta o gattomorto  oggi non viene usato comunemente per gli  uomini, come se  non esistesse uomo capace di avere un aspetto tranquillo e mansueto, e nascondere tutt’altro carattere, e penso alla truppa di bravi ragazzi e signori per bene che uccidono le partner o massacrano le schiave di strada 

Come non ci fosse uomo che ostenti semplicità oppure indifferenza, faccia finta di non vedere o sapere, per non destare sospetti e riservandosi di agire a proprio vantaggio in un momento più opportuno, o che sia piuma portata dal vento di turno

Funzionari, manager, politici: quanti sono i gattimorti?

perche-si-dice-fare-la-gatta-morta.

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2 thoughts on “Gattemorte e gattimorti

  1. le donne possono essere manipolatrici e ingannatrici, certo che sì e anche gli uomini possono esserlo..in maniere diverse o anche simili. Siamo pari nel bene o nel male.
    Quanto poi al potere della seduzione, certo che esiste (non appartiene solo alle donne) e può essere usato per scopi diversi tra loro, ma il sedotto (o la sedotta ed è possibile anche sedursi a vicenda) non è irresponsabile delle sue azioni..nel gioco della seduzione nessuno è davvero passivo

    Mi piace

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