diario · sessismo · tra il dire e il fare · violenza · visioni

Perché Putin è Putin. E l’Italia è l’Italia

Image

In questo articolo si commenta il fatto che questo lunedì Putin il Magnifico è arrivato in ritardo di 50 minuti all’appuntamento con papa Francesco.

Mi incuriosisco.

Scopro da Leggo che Al centro dell’incontro con Francesco – durato 35 minuti – c’è stata infatti la volontà del perseguimento della pace in Siria, con un accento «sull’urgenza di far cessare le violenze» e di «favorire iniziative concrete per una soluzione pacifica del conflitto», ha riferito una nota della Santa Sede ricordando come sia stata anche affrontata la situazione dei cristiani nelle zone di conflitto del pianeta.

Il Messaggero mi informa Putin è giunto con un corteo di 7 auto, scortate dalla polizia italiana: percorsa via della Conciliazione e attraversata piazza San Pietro, il corteo presidenziale è poi entrato in Vaticano dall’Arco delle Campane.
L’incontro è durato un’ora e mezza.

Dunque non saprei dirvi quanto è durato l’incontro con il papa buono. Quel che mi pare di capire, invece, è che la questione di quelle donne detenute in condizioni disumane non ha particolarmente coinvolto suo buonismo:

La provocazione. In concomitanza con la visita in Italia del presidente russo alcuni movimenti femministi hanno occupato simbolicamente la basilica di San Lorenzo esibendo uno striscione che chiede la scarcerazione delle attiviste imprigionate in Russia. Recita la cronaca del Messaggero.

Le innominabili attiviste sono le Pussy Riot.

Sulle condizioni di detenzione dei campi della Mordovia, dove si trova Nadezhda Tolokonnikova, invito a un approfondimento.

Il Messaggero comunque non sembra interessato all’argomento. Invece tiene a farci sapere: dopo gli incontri con Papa Francesco e il presidente Giorgio Napolitano, il leader russo si recherà a Palazzo Grazioli nella settimana più difficile del Cavaliere. Che, a sole 48 ore dal voto del Senato sulla sua decadenza, potrà così trovare il conforto di un amico dal quale non è mai stato abbandonato. 

Su Avvenire mi dicono inoltre che Durante i colloqui si è fatto cenno alla situazione critica dei cristiani in alcune regioni del mondo, nonché alla difesa e alla promozione dei valori riguardanti la dignità della persona e la tutela della vita e della famiglia.

Certo a meno che la madre non sia una Pussy Riot, mi vien da pensare..

Il sito del Corriere invece pubblica l’immancabile sondaggio con faccine, che ci dice come il 77% degli italiani si dichiari indignato per il ritardo.

A me indigna il quasi silenzio su Putin, che all’attivo ha ritardi storici nelle visite ufficiali, diversamente affrontati dai paesi coinvolti:

  • 14 minuti in ritardo per la regina Elisabetta II nel 2003
  • 40 minuti in ritardo per il cancelliere tedesco Angela Merkel nel 2012
  • tre ore in ritardo per colloqui sulla Siria con il segretario di Stato americano John Kerry
  • due ore di ritardo in un cimitero Bashkortostan nel 2002, mentre parenti delle vittime di un grave incidente aereo (molti bambini) lo attendevano

Secondo alcuni questi ritardi sono spesso dovuti alle proteste della cittadinanza del posto, indignata per l’udienza data da parte di leader locali, ma spesso sono anche parte di una strategia voluta da Putin per rimarcare il suo status di Zar della politica mondiale…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...