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Lavaggio critico

Lavaggio critico

Attraverso questo blog metto a disposizione il mio lavoro.
Ci credo molto.
Essere accolta da un’assemblea studentesca in questo modo è un’iniezione di motivazione.
Non solo perché è gratificante per me essere rappresentata con quelle mani alzate. Un gesto di presenza che allude al celebre appello di One Billion Rising. Mi rende ottimista perché significa che le ragazze han lavorato per l’assemblea e che si aspettavano competenza. Non erano alla ricerca di frasi fatte, né di spettacolo. Volevano conoscere il lavoro del centro anti violenza Maipiùsole raccontato dalla sua presidente Adonella Fiorito. Avevano anche una richiesta specifica e Adonella ha coinvolto me.

Il centro anti violenza con il quale collaboro è l’unico che mi risulti avvalersi di consulenze antropologiche.
Spero lo facciano altri. Le questioni culturali riguardano l’antropologia e non mi stancherò mai di ribadirlo.

La Scuola di Alto Perfezionamento Musicale si avvale di questo approccio per i corsi di pari opportunità dei suoi master. Altra esperienza incredibile. I laboratori con questi ragazzi, quasi tutti giovani uomini, sono dinamite.

La cooperativa Momo di Cuneo ha formato i suoi educatori in modo che diffondano la cultura di parità nelle scuole avvalendosi di un approccio antropologico.
Poi c’è il corso di antropologia all’Accademia di Belle Arti, che nel secondo semestre si occuperà di corpo con antropologia della moda.

Da questa sorta di disordine che è diventata la mia vita tra lavoro e attivismo ho due impressioni.

La prima è che la gente è capace di modificare alcune disposizioni delle quali non si rendeva conto, una volta che si fa sorprendere dalla loro scoperta.

Tocco con mano il bisogno dei ragazzi e delle ragazze di persone che mettano l’anima in quel che fanno. Una cosa molto fuori moda o meglio molto poco evidente a livello pubblico. Vedo giovani – e non solo – che boccheggiano in cerca di ossigeno, di un lavaggio critico che sostituisca il lavaggio del cervello al quale siamo tutti sottoposti.
La seconda considerazione è che il mio lavoro è diventato un laboratorio continuo. Un laboratorio senza fondi però. Ovviamente spero che questo non lo faccia chiudere.

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