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Il buco, le bulle e il mal di testa

Io oggi ho avuto un assaggino di quello che definirei il buco.

Un rovinare dal brillante allo sclerotico, da pupazza impazzita alla Grande fratello.

Mi capita di essere supplente in un istituto superiore cuneese interessantissimo. Sono rimasta assolutamente sedotta da questo mondo di studentesse e studenti dalle situazioni e condizioni personali più disparate e dal lavoro di prof.

Le interazioni sociali all’interno delle classi, lo spaccato di realtà di disagio, difficoltà e bellezza sono fantastiche per  conoscere il territorio e chi lo abita. Insomma: un meraviglioso spaccato antropologico di Cuneo e dintorni.

La classe più interessante sotto questo profilo è una seconda di 26 ragazze e ragazzi, con differenze di età di cinque anni dal più piccolo alla più grande, molto diversificata per provenienza e condizioni personali, turbolenta nei rapporti interpersonali e molto indisciplinata. Sono tutte e tutti intelligenti e reattive-i. Una meraviglia. Ho adorato il laboratorio fatto con loro a scomporre le variabili identitarie della classe e a veicolarne le interazioni. Ero entusiasta.

Poi oggi la doccia gelata.

Ci sono due ragazze. Hanno 19 e 16 anni, brillanti, fiere, due seconde generazioni di provenienza diversa, due splendori. Le ho viste trasformarsi in due scemotte starnazzanti, a litigare come fossero appunto pupazze da Grande fratello. Quanto sono vivi i loro occhi! Mi è presa una tale rabbia nel vederli sprecare bagliori!

Le ho cacciate dalla classe (io!).

Poi le ho richiamate per una  ramanzina rabbiosa e triste, qualcosa del tipo siate donne, non giocate al palcoscenico che hanno apparecchiato per voi. Non fate le imbecilli. Quei lampi di intelligenza che vedo nei vostri occhi non è in fondo a un buco che devono finire.

Di quanto mi sono arrabbiata mi è rimasto un gran mal di testa. E un senso di frustrazione. Mi ero già affezionata, anche se la supplenza è praticamente finita, mi rallegrava pensare di essere stata un’occasione stimolante per loro.

Mi racconto che la passione passa, che i miei bagliori e i loro, incrociandosi, possono accendere una scintilla. Non posso assistere impotente alla lobotomia di una generazione senza raccontarmi questa storia. Nessuno dovrebbe poterlo fare.

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One thought on “Il buco, le bulle e il mal di testa

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