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Femminicidio a Fossano. Era solo una donna

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Silvana Allasia aveva 47 anni, faceva l’insegnante di scuola d’infanzia e aveva due bambini di 8 e 10 anni.

Viveva nel quartiere San Bernardo.

Ieri pomeriggio, con tanto di bambini in casa, il marito – guardia giurata – le ha sparato con la sua pistola d’ordinanza.

Da qualche parte si legge che sono stati i vicini, sentiti gli spari,a chiamare i carabinieri.

Altrove si dice che sia stato lui a costituirsi, a “chiamare soccorsi”.

In un video di rai1 si intervista un vicino, che si dice sconvolto per l’accaduto, perché chi ha sparato aveva il garage vicino al suo, ed era sempre “pronto alla battuta”. Un articolo non manca di citare le consuete frasi di circostanza “ennesima follia”, “non accettava l’ipotesi della separazione”.

Non accettava di essere mollato.

E i bambini?

Loro devono accettare la realtà definitiva della morte violenta della madre, così come chiunque volesse bene a Silvana deve solo prendere atto della sua dipartita, e chiunque sia ancora capace di indignarsi verso qualsiasi ingiustizia deve ingoiare l’ennesimo rospo.

Io non lo accetto. Che faccio? Non sparo, ma lasciatemi almeno sputare il rospaccio.

La famiglia frequentava la parrocchia del Salice. Alla parrocchia e ai benpensanti vorrei tanto far capire quanto peso hanno certi atteggiamenti nell’armare la mano dei violenti. Quel che dice e pensa la gente, il clima benpensante, il veleno del pettegolezzo sono fertilizzanti di pensieri abominevoli. Una nebbia fatta di giudizi e ipocrisie. In queste terre  separarsi è considerato disonorevole, e la misoginia regna piuttosto sovrana. L’educazione di genere, la formazione relazionale sono evidentemente risorse ignorate, quando non apertamente contrastate.

A chi amministra fondi vorrei poter spiegare come ci si sente e quanto possano ritenersi responsabili di questa strage di donne.

Proprio ieri leggevo che le vittime degli anni di piombo sono state circa 150. La media ANNUALE delle donne uccise dai compagni ed ex in Italia mi pare si aggiri sulle 130. Questo terrorismo domestico a quanto pare non merita la stessa azione a prevenzione e contrasto. Prendo atto che la vita delle donne, ancora una volta, vale meno.

Oggi abbiamo due orfani e un assassino in più. Ma la questione non è poi così rilevante a quanto ci dicono i fatti.

Intanto a Savigliano, eroicamente, il centro anti violenza Mai+Sole porta avanti la sua battaglia contro i mulini a vento, in un paese dove tutto si riduce a chiacchiere e i soldi per i centri anti violenza non saltano fuori…

 

 

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