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Uccise tra le chiacchiere

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Il 7 agosto Angelino Alfano, ministro dell’Interno, ha annunciato un calo del 5,2% degli omicidi delle donne.

Il primo commento che mi vien da fare è che nella migliore delle ipotesi Alfano porta sfortuna.

Da ferragosto ad oggi mi risultano: una donna ucraina uccisa al lavoroun’altra ammazzata dal marito, una dall’ex marito, una dal fidanzato, una da un amico, una bimba di diciotto mesi uccisa dal padreun altro paio di bambine uccise dal padre. Facendo i conti della serva sono 8 donne e bambine in 10 giorni. Probabilmente mi sono pure persa qualche vittima.

Il primo agosto è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica

Ecco qualche stralcio della legge italiana:

Art.3

Il  Ministero  dell'interno  -  Dipartimento   della   pubblica
sicurezza, (), elabora annualmente un'analisi criminologica della violenza di genere
che  costituisce  un'autonoma  sezione  della  relazione  annuale  al
Parlamento di cui all'articolo 113 della predetta legge  n.  121  del
1981. 
Art. 5 
 Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere 
 
  1. Il Ministro delegato per le pari opportunita',() adotta () un  "Piano  d'azione  straordinario  contro  la violenza sessuale e di genere", di seguito  denominato  "Piano",  che
deve essere predisposto  in  sinergia  con  la  nuova  programmazione
comunitaria per il periodo 2014-2020. 
  2. Il Piano persegue le seguenti finalita': 
    a)  prevenire  il  fenomeno  della  violenza  contro   le   donne
attraverso l'informazione e la sensibilizzazione della collettivita',
rafforzando la consapevolezza degli uomini e ragazzi nel processo  di
eliminazione della violenza contro le donne; 
    b) promuovere l'educazione alla relazione e contro la violenza  e
la discriminazione di genere  nell'ambito  dei  programmi  scolastici
delle scuole di ogni ordine  e  grado,  al  fine  di  sensibilizzare,
informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti
delle  donne  e  la  discriminazione  di  genere,  anche   attraverso
un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo; 
    c) potenziare le  forme  di  assistenza  e  sostegno  alle  donne
vittime di violenza e ai loro figli attraverso il rafforzamento della
rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei  servizi
di assistenza alle donne vittime di violenza; 
    d) garantire la  formazione  di  tutte  le  professionalita'  che
entrano in contatto con la violenza di genere e lo stalking; 
   ()
    f) prevedere una raccolta  strutturata  dei  dati  del  fenomeno,
anche attraverso il coordinamento delle banche dati già esistenti; 

Nonostante le raccomandazioni CEDAW la sollecitassero da anni, in Italia non mi risulta ancora la conta istituzionale delle vittime di femminicidio. L’unico elemento che smentisce questa idea è la dichiarazione di Alfano (!), non suffragata da sezione dedicata sul sito del Ministero. I dati noti ad oggi sono proiezioni elaborate da Casa delle donne di Bologna, o da blogger e attiviste, su rassegne stampa (qui sotto il grafico elaborato da www.stopfemminicidio.it).

img_andamento_tempo

In compenso prolifera la scorretta comunicazione mediatica.

Ho visto programmi che dovrebbero essere dedicati al femminicidio scegliere di chiamarsi “amore criminale”. Continuo a sentir usare categorie di pensiero come “tragedia familiare”, “dramma della gelosia”, “non accettava la separazione”, “era depresso”. Ho sentito con le mie orecchie trasmettere l’intervista della madre dell’assassino della bimba di diciotto mesi. Parlava male della nuora, incolpandola della follia del figlio, l’assassino, appunto.

Del resto lei è ancora viva. L’assassino ha preferito infliggerle il massimo dolore possibile, quello del lutto. Pochi giorni dopo l’esempio è stato seguito. Così come casualmente la donna decapitata è stata uccisa dopo che da giorni tutte le televisioni parlavano della decapitazione di un soldato americano. La morbosità con la quale i media sguazzano nel sangue ha dato i suoi frutti.

Intanto, le donne che rimangono in vita non riscuotono grande solidarietà dalle Istituzioni, a giudicare dal vergognoso contributo ai centri anti violenza, che riceveranno giusto fondi bastevoli per un aiuto a pagar qualche bolletta.

L’anno scolastico sta per iniziare ma ancora non leggo di programmi educativi specifici contro la violenza di genere.

Quanto al livello di sensibilità degli italiani verso le donne, vi invito a digitare su google “italiane che”. Il completamento automatico vi suggerirà come prima opzione un prevedibile quanto triste “italiane che la danno”…

 

 

 

 

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