cultura · femicidi · Formazione · genere · relazioni · stereotipi · tra il dire e il fare · Violenza simbolica e discriminazione

Hunzinker e Bongiorno chiedono il carcere per chi si macchia di un reato inesistente

Il sistema che lega gli affari, lo spettacolo e la politica continua a far danni. Genera personaggi inquietanti che di fatto remano contro le cause che ufficialmente difendono. Non si avvalgono di esperienze e competenze, anzi scippano loro la parola diffondendo l’ignoranza necessaria per riconfermare gerarchie e discriminazioni. La parola sulla violenza viene data a una donna che di lavoro interpreta l’ochetta bionda, che fa da testimonial alla politica avvocata, che hanno la loro Fondazione Doppia difesa. Così abbiamo programmi culturali come quello di Fazio, in cui l’accesso alle donne è possibile in rari casi e praticamente mai per le competenze. Insisto: la questione è culturale e inderogabile.

DonnexDiritti di Luisa Betti Dakli

L’avvocata aveva già chiesto l’ergastolo per i femmicidi tempo fa e ora insieme alla show girl svizzera chiama alle armi presentando una legge d’iniziativa popolare in cui chiede il carcere per chi si macchia di un crimine legato a una sindrome che non esiste e che sta devastando le donne e i bambini in Italia: quella dell’alienazione parentale

Michelle Hunziker e Fabio Fazio a "Che temo che fa" su Rai Tre Michelle Hunziker e Fabio Fazio a “Che temo che fa” su Rai Tre

Domenica scorsa da Fazio è successo qualcosa che ha dell’incredibile: la show girl Michelle Hunzinker, è stata invitata alla trasmissione televisiva su Raitre, “Che tempo che fa”, e ha presentato davanti a milioni di spettatori una proposta di legge dall’avvocata Giulia Bongiorno, per punire penalmente chi “aliena” i bambini dal partner, classificando un reato in base a una sindrome dichiarata inesistente dal Ministero della Sanità, classificata come non scientifica e non utilizzabile dalla sentenza di Cassazione firmata dalla giudice Gabriella…

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