sessismo · violenza

La gogna

La mia grande debolezza è stata non essere riuscito a controllare me stesso, la mia colpa più grave non aver soppesato con attenzione quello che stavo vivendo, non essere stato sufficientemente lucido nel comportamento che avrei dovuto mantenere in quel contesto.

In cosa ha sbagliato, Valter Giordano? Ha sbagliato ad abusare sessualmente di due minorenni, sfruttando il potere che il suo ruolo di docente gli conferiva?

No, questo mai.

il ricciocorno schiattoso

Mettere alla gogna significa svergognare pubblicamente, esporre al ridicolo o allo scherno di tutti.

La gogna era un antico strumento di punizione che aveva lo scopo di esporre il colpevole al pubblico ludibrio. Era una pena complementare al carcere e riservata ai truffatori, ai mezzani e ai falliti; consisteva originariamente in un collare di ferro assicurato a una colonna o a un palo mediante una catena e stretto attorno al collo del condannato. Vicino a lui un cartello indicava il suo reato e il suo nome. In caso di morte o contumacia se ne esponeva l’effigie. La cittadinanza aveva una certa libertà d’infierire sul reo, e normalmente lo copriva d’insulti, sputi e percosse. La pena, che otteneva anche lo scopo di rendere note al pubblico le persone giudicate pericolose, fu aspramente criticata da Cesare Beccaria in quanto fortemente lesiva della personalità, e fu abolita subito dopo la Rivoluzione francese.

gogna

Il

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