colonialismi · diario · razzismo · relazioni · stereotipi · tra il dire e il fare

Il mio primo telefonino

selfie

Sono nata nel 1970 e il telefono cellulare è entrato nella mia vita per la prima volta a trent’anni. Se oggi io avessi vent’anni mi sembrerebbe incredibile. Un’adolescenza senza sms, selfie e facebook è qualcosa che dovremmo raccontare alle generazioni che si ritrovano sole in questo mondo demenzialtecnologico. Qualcuno già usava i telefonini allora, ma io avevo poca simpatia per i cellulari e i computer, dunque ne ero sprovvista.

Poi è successo che la mia vita ha preso una piega così burrascosa da costringermi a nascondermi in case di fortuna, lasciate da amiche in ferie. Una sorta di nomadismo privilegiato da quella chimera chiamata sorellanza. Poco prima che accadesse, mio fratello mi incontrò e mi regalò un telefono cellulare. Per me fu importante. Non avendo casa, il telefono era una risorsa preziosa e anche una sicurezza personale.

Condivido questo ricordo per tentare di spiegare  come le immagini di migranti che si fanno un selfie  non sono una stranezza. In effetti la foto di questa donna restituisce uno spessore alla moda dell’autoscatto, considerato che lo fa per mostrare di essere sbarcata viva.

Se dovessi tentare di riscattare la mia vita e per farlo dovessi affrontare il pericolo di naufragio considererei un telefonino altamente tecnologico un bene primario, non un lusso. Il  vero lusso oggi sembra essere l’umanità

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...