diario · genere · sessismo · Violenza simbolica e discriminazione

8 marzo

Otto marzo 2016: la mia inclinazione antisociale ha un picco.

Sarà perché  in quanto italiana ho dovuto attendere marzo per vedere il film Suffragette, quasi a sottolineare una graziosa concessione. Altrove non è stato così.

Sarà perché sulla Rai fanno uno spot e chiamano questo giorno “festa delle donne”, il che è indicativo di una sordità alle istanze delle attiviste. Strambe figure che tengono a precisare che questo giorno è la Giornata Internazionale delle Donne. Trattasi di diritti, non di feste.

La leggenda delle donne arse in fabbrica non corrisponde alla vera natura di questa giornata, che affonda le sue radici nella lotta di classe e nella richiesta di suffragio universale.

Ad ogni modo in Italia è chiaro che questa giornata ne ricorda un’altra: 8 marzo 1972. Quel giorno a Roma la polizia ha caricato e malmenato le manifestanti che chiedevano la legalizzazione dell’aborto e parlavano di diritti omosessuali. Piuttosto attuale, non trovate?

 

 

 

 

 

 

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