antropologia · cultura · diario · identità · tra il dire e il fare

Tra etnia e tribù mi dici chi sei tu?

a

Gli antropologi sanno che usare una lingua piuttosto che un’altra, grazie alle differenti sintassi, crea meccanismi logici diversi. Banalmente: se in inglese il possessive case del genitivo sassone mette in primo piano il possessore, anche il parlante porrà attenzione prima al possessore che alla cosa.

Quello che sospetto è che lo stesso meccanismo valga per chi non utilizza la propria lingua adeguatamente o lo fa troppo pigramente. Penso alle sintassi stravolte o troppo semplici.

Siamo sicuri che il deragliamento della sintassi sia completamente estraneo alla grande difficoltà del pensare di adulti e meno adulti?

Al di là della grammatica, provo a fermarmi alle parole (molti attribuiscono importanza all’uso di un termine piuttosto che di un altro e questo è solo un mio tentativo di spiegare che questa attenzione ha un suo perché che travalica lo stereotipo dell’ipocrisia del “politicamente corretto”).

Etnia e tribù sono termini conosciuti, ma – cercando di approfondire – il loro senso sembra  scivolare altrove…

Etnia deriva etimologicamente dal greco ethnos, ovvero gruppo umano distinto da caratteristiche geografiche, linguistiche e culturali. Dunque se un tempo ci si focalizzava sull’idea di una discontinuità razziale, oggi potremmo ben dire che alla razza è stata sostituita l’etnia. Classificare etnie è stata un’operazione di metodo, che ha fornito uno strumento per raccogliere dati sul campo e comparare materiale. Questo significa anche che le etnie sono spesso invenzioni di amministratori coloniali ed etnologi. Proprio l’etnia produce l’etnicità, ovvero l’adesione identitaria del gruppo, con conseguente rivendicazione. La differenza culturale dunque viene classificata, organizzata e comunicata. Per organizzare la differenza occorre ovviamente un “noi” ed un “loro”.

Tribù è parola che difficilmente mette d’accordo gli antropologi. La troviamo usata in riferimento all’organizzazione politica. Morgan definiva tribù l’organizzazione sociale basata sulla parentela. Spesso tribale e primitivo sono stati considerati sinonimi. Se usato in contesto evolutivo, il termine t. si è riferito a un sistema produttivo basato non più su caccia e raccolta, ma su agricoltura e allevamento. La tribù, nell’ottica neoevoluzionista, segue la fase della banda, distinguendosene per la capacità dei vari lignaggi di perseguire interessi propri. In contesti coloniali la semplificazione del concetto di tribù ha avuto sviluppo analogo a quello di etnia.

La difficoltà, infatti, sta nell’idea di un gruppo con confini precisi e immutabili. Onestamente poco credibile in un contesto nel quale, tra l’altro, le regole della geografia, della lingua e della cultura sono abissalmente diverse.

L’esempio del pomodoro importato dalle Americhe e divenuto simbolo di italianità ha fatto il suo tempo quando con un clic posso sentirmi parte di gruppi dall’altra parte del mondo e condividerne linguaggi, valori, itinerari…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...