femminicidio · tra il dire e il fare

Nessuno si è fermato

Omicidio della Magliana.

Sara Di Pietrantonio  invia un sms alla madre, dicendo che sta rientrando. Sono le 3 del mattino. Poche ore più tardi viene trovata cadavere, bruciata, a pochi metri dalla sua auto carbonizzata.

Dalle indagini emerge che è stata inseguita dall’ex fidanzato, ha chiesto aiuto agli automobilisti, ma nessuno si è fermato. Lo han testimoniato le telecamere di sorveglianza, che hanno inquadrato il luogo del delitto, almeno due auto sono passate prima che Sara fosse uccisa e la ragazza ha chiesto aiuto invano, senza che i conducenti si fermassero. Gli automobilisti sono stati rintracciati dalla polizia e hanno affermato di non aver colto che la ragazza gridava aiuto.

Così, Vincenzo Paduano l’ha bruciata viva.

Non solo. Come spessissimo accade nei casi di femicidio, lui la perseguitava da un pezzo. Non emergono denunce, né sue, né di altri, stavolta (nella maggioranza di questi casi, l’uccisione avviene nonostante le ripetute denunce).

Non scrivo di questi crimini ogni volta che accadono, perché sono decisamente troppo frequenti. Vorrei sventolarvi dei dati, ma non esistono vere statistiche. Queste son morti da un tanto al chilo, a quanto pare.

In maggio ho colto, oltre a Sara, altre vittime del reato di femminicidio (non vittime donne, ma vittime in quanto donne):

12 maggio, provincia di Rieti, Mariangela Mancini, 32 anni, trovata strangolata, le indagini sono in corso;

15 maggio, Michela di Noli, 31 anni, colpita da 47 coltellate inferte dall’ex marito, che la spiava con il gps.

15 maggio, Roma, uccisa a coltellate e martellate, nome ed età non citati nell’articolo

15 maggio, rinvenuto a Fuorni il corpo di una ventenne ucraina

17 maggio, Milano, Deborah Desiree Fuso, 25 anni, uccisa dal fidanzato, con 15 coltellate

22 maggio, a Latina,Anna Recalcati, 69 anni, uccisa a fucilate dal marito.

La media è di una ogni due o tre giorni, quindi o non ho trovato tutte le notizie, o questo è un mese tranquillo rispetto ad altri. Chi può dirlo? Dati veri ufficiali non esistono. Circolano quelli delle attiviste dei Centri antiviolenza, che li raccattano da rassegne stampa e casistiche loro. Cominciano a lavorarci i giornali. Per un report annuale dal 2012 al 2015, si legga quì. Avevo visto un bel monitoraggio online de La Stampa, ma non è più accessibile.. Ad ogni modo per il 2015 un’agenzia stampa ha stimato 128 donne uccise perlopiù da compagni o ex.

Nel 2012  Rashida Manjoo – una funzionaria Onu, inviata per analizzare la situazione italiana in merito a femicidi – rivolse  una prima inascoltata raccomandazione a prevenzione e contrasto dei femminicidi: creare una singola struttura governativa dedicata a trattare esclusivamente la questione della parità e la violenza. Si riferiva a un vero Ministero Pari Opportunità, e alla presenza di un osservatorio sui femminicidi.

Non mi occorre andare sul sito del Governo per sapere che non esiste oggi il Ministero delle Pari opportunità.

Sul sito del ministero dell’Interno, cercando “dati femminicidio”, approdo sul materiale della conferenza stampa tenuta da Alfano, con foto e video. Nessun file di dati. Clicco fiduciosa nella sezione “Osservatori”, ma ecco cosa vedo:

osservatori

Nessuno si è fermato per Sara. Nessuno si ferma a contare per tutte noi.

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