diario · relazioni

Superluoghi

“L’ospedale di Padova è una città di 15.000 abitanti”, recitano i cartelli.

“Padovani gran dottori” è un motto popolare che affonda le sue radici nel prestigio della più antica università occidentale e nella prassi di una tradizione di eccellenza che attira utenti da luoghi anche molto lontani.

L’esperienza della malattia propria o di un congiunto, la vicinanza alla morte, la condivisione di un umorismo macabro, tipico dello scongiuro, di una corporeità senza filtri, percorsi comuni di sofferenza hanno un risvolto tanto raro quanto potente: quello dell’autenticità, del contatto con sé stessi al di là della forma.

Accade – ad esempio – che al rientro da Padova si lasci un pezzo di cuore a Napoli, senza mai averci messo piede. Così mi ritrovo a pensare alla nota definizione di non luoghi e mi dico che invece ho appena incrociato un super-luogo.

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