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Giornata Internazionale contro la violenza

Continua a sgomentarmi vedere come si ritenga di combattere la violenza non attraverso certezza della pena, la costruzione di disconoscimento sociale del sessismo, la censura della propaganda mediatica (nessuno che faccia qualcosa per il gusto del sangue, dello stupro, dell’omicidio imperversante nella sfera dell’intrattenimento).
Parafrasando Pirandello posso dire che sui social incontriamo molti profili e poche persone. Una tendenza poco rassicurante quando in gioco c’è l’anti violenza.
Così capita di vedere sbandierare da pulpiti quantomeno sospetti castronerie inaudite, che producono esattamente il contrario di quel che pretendono di predicare.
Al di là di chi insiste nel promuovere l’idea di una donna inetta che non denuncia, invece che di un uomo ottuso e primitivo da disprezzare con ogni cellula del nostro corpo, maschile o femminile che sia, e dell’effetto paradosso dato da una cattiva gestione della comunicazione (naturalmente si persevera a evitare di affidare questioni culturali agli antropologi).
In un giochetto perverso di semplificazione ci si occupa di lividi e sangue (controcanto delle immagini di film e telefim), seppellendo tutta una realtà ben più diffusa e complessa fatta di vari livelli di sopraffazione e disperazione.
La buona notizia è che so che c’è un orizzonte quotidiano sul quale puntare per andare oltre, fatto di amiche, colleghe, attiviste, vicine e di ragazzi e uomini che si stanno emancipando dagli stereotipi. 
Mi affido a chi ascolta,
a chi entra nel senso delle parole,
a chi ama,
a chi sogna,
a chi non sputa sentenze,
a chi non cinguetta ipocrisie,
a chi si mette in discussione,
a chi vuole il lieto fine,
a chi riconosce i suoi privilegi,
a chi si indigna dentro
a chi semina Bellezza.
Tutti voi siete argine e appiglio. Contro la violenza ci vuole resistenza. Servono partigiani, staffette, basi. La lotta è contro il narcisismo, la morbosità, il pettegolezzo,  la velenosa tendenza a giudicare, l’ignavia, la supponenza, la miopia dei valori.
PS Mi permetto un’ovvietà per istituzioni e privati: non è scaricando sui centri antiviolenza che sostenete la causa, ma fornendo loro risorse. Va bene usare la loro disponibilità, ma occorre rispettare la loro competenza. Non ignorate che servono fondi.

2 thoughts on “Giornata Internazionale contro la violenza

  1. le violenze anche efferate esistono purtroppo e film e telefilm hanno il diritto di mostrarli e raccontarli. Raccontare non è avallare. Invocare la censura è un grave errore e non risolve nulla

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  2. Riflettere sul maschilismo, la misoginia o il razzismo di determinate rappresentazioni culturali è legittimo (ma non centra nulla con contenuti violenti), parlare di censura no.

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