citazioni · diario

La sciamana del trasloco

Il mio nido sui monti ha i giorni contati. Basta con gli ettolitri di benzina consumati su strade ghiacciate per raggiungere scuole remote. Basta con la convivenza a singhiozzo con il mio adorato e folle marito. Mi sono iscritta a Genova, anche io parte della colossale tribù di precari inseriti in graduatoria.

Traslocare è anzitutto un grosso lavoro  personale, un faticoso e doloroso confronto con ricordi e cose che rinviano a persone e situazioni. Un dover prendere e lasciare, buttare, regalare. Un sentire materialmente il peso del proprio bagaglio. In effetti, per cause di forza maggiore prima, per coazione a ripetere poi, mi capita di farlo  troppo spesso. Purtroppo questo non ha sviluppato la capacità di crearmi ambienti domestici leggeri, da semi-nomade, facilmente smontabili e ricomponibili. In compenso credo di aver elaborato – se non una strategia – quanto meno una ritualità.

Inizio dalla cantina e ogni volta mi sorprendo della quantità di cose che faccio trasmigrare da una dimora all’altra solo per una questione affettiva, come i sacconi pieni di pupazzi e la sedia a dondolo da bambina di mia figlia venticinquenne, che abita dall’altra parte del mondo. Saranno utili a ottobre, quando diverrò abuela, mi dico, e anche questa volta i pupazzi migrano con me.

IMG_20170728_125731Poi i libri. Amatissima fonte di evasione, scoperta, fascinazione, esplorazione. Impacchettarli tutti è un lavoro infinito, anche perché le scatole non devono essere grandi, altrimenti sarebbero amovibili. Ottime quelle da vino. Ovviamente, non appena li ho rinchiusi nelle scatole, vado in crisi di astinenza e  mi pare di averne estremo bisogno.

I miei sogni si sono popolati di strani cuccioli e case metafisiche. Stavolta ho superato me stessa, perché il trasloco è diventato multiplo, e senza una meta individuata. Da smontare non c’è solo casa mia, ma anche quella di mio marito, troppo piccola per noi e i nostri libri, le nostre ingombranti vite.IMG_20170728_125726

Questo però fa sì che la seconda casa da smontare  sia ancora da affrontare, così qualche mio libro superstite, che mi ero portata dietro perché lo stavo leggendo, c’è.

Così ne sbuca uno che sembra voglia parlarmi: mi sento una sciamana del trasloco…

 

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