diario · visioni

Flirtare con lo spaesamento

Spaesamento: sentirsi senza paese, disorientati, fuori luogo.

Mi rendo conto di essermi sentita spesso così. C’è chi con questa situazione flirta. Può farlo a livello personale, inseguendo la propria irrequietezza e cambiando spesso riferimenti, alla ricerca di un luogo esistenziale che forse risiede proprio nello spaesamento stesso.

Al di là dell’esperienza di migrazione, o della ricerca di nuove situazioni, tutte e tutti prima o poi si sentono così, perché, ricercati o meno, i cambiamenti radicali fanno parte della vita, anche se magari non si è mai lasciato il “paese”, è la realtà circostante a non essere più riconoscibile.

C’è chi flirta con lo spaesamento altrui e questo è ben più triste di chi lo fa con il proprio. Sfruttare questo comune sentire per vantaggi personali, gettando sale sulle ferite, fingendo di volerle sanare, è da ciarlatani. Consapevoli o meno, questi furbacchioni nominano il paese invano, come fosse un dio fisso e immutabile.

Un paese così, fisico, ideologico o esistenziale che sia, non esiste.

 

 

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