citazioni

Lo Stato, una citazione

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…ci deve essere, a mio parere, una presa di distanze dal guardare allo Stato in
primo luogo come a un meccanismo leviatanico, come a una sfera autonoma
di comando e decisione, per guardarlo invece sullo sfondo del tipo di società
in cui è incorporato, la confusione che lo circonda, la confusione con cui si
confronta, la confusione che produce, la confusione a cui risponde. Meno
Hobbes e più Machiavelli

Clifford Geertz (Current Anthropology, Vol. 45, No. 5 –  2004)

 

citazioni · diario

La sciamana del trasloco

Il mio nido sui monti ha i giorni contati. Basta con gli ettolitri di benzina consumati su strade ghiacciate per raggiungere scuole remote. Basta con la convivenza a singhiozzo con il mio adorato e folle marito. Mi sono iscritta a Genova, anche io parte della colossale tribù di precari inseriti in graduatoria.

Traslocare è anzitutto un grosso lavoro  personale, un faticoso e doloroso confronto con ricordi e cose che rinviano a persone e situazioni. Un dover prendere e lasciare, buttare, regalare. Un sentire materialmente il peso del proprio bagaglio. In effetti, per cause di forza maggiore prima, per coazione a ripetere poi, mi capita di farlo  troppo spesso. Purtroppo questo non ha sviluppato la capacità di crearmi ambienti domestici leggeri, da semi-nomade, facilmente smontabili e ricomponibili. In compenso credo di aver elaborato – se non una strategia – quanto meno una ritualità.

Inizio dalla cantina e ogni volta mi sorprendo della quantità di cose che faccio trasmigrare da una dimora all’altra solo per una questione affettiva, come i sacconi pieni di pupazzi e la sedia a dondolo da bambina di mia figlia venticinquenne, che abita dall’altra parte del mondo. Saranno utili a ottobre, quando diverrò abuela, mi dico, e anche questa volta i pupazzi migrano con me.

IMG_20170728_125731Poi i libri. Amatissima fonte di evasione, scoperta, fascinazione, esplorazione. Impacchettarli tutti è un lavoro infinito, anche perché le scatole non devono essere grandi, altrimenti sarebbero amovibili. Ottime quelle da vino. Ovviamente, non appena li ho rinchiusi nelle scatole, vado in crisi di astinenza e  mi pare di averne estremo bisogno.

I miei sogni si sono popolati di strani cuccioli e case metafisiche. Stavolta ho superato me stessa, perché il trasloco è diventato multiplo, e senza una meta individuata. Da smontare non c’è solo casa mia, ma anche quella di mio marito, troppo piccola per noi e i nostri libri, le nostre ingombranti vite.IMG_20170728_125726

Questo però fa sì che la seconda casa da smontare  sia ancora da affrontare, così qualche mio libro superstite, che mi ero portata dietro perché lo stavo leggendo, c’è.

Così ne sbuca uno che sembra voglia parlarmi: mi sento una sciamana del trasloco…

 

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Che direbbe Durkheim della balena blu? (Etnografie della scuola)

blu

Un programma televisivo ha trasmesso un servizio con ingredienti da grandi ascolti: il manovratore occulto, internet, l’uso dei cellulari, gli adolescenti, un gioco in 50 mosse, con istruzioni quotidiane fino al suicidio finale con tanto di video.

Lo chiamano Blue whale e chiunque abbia a che fare con minori l’ha sentito nominare.

In classe (una prima delle medie superiori) su 28 studenti tutti hanno cercato le regole del gioco dopo la trasmissione, nessuno di loro ha verificato la veridicità delle informazioni (nessuno conosceva l’esistenza di siti che smascherano le bufale), o ha trovato la famigerata piattaforma di gioco, né si è posto questioni  tecniche o pratiche. Il racconto semplicemente li ha convinti subito, così come l’idea che in Italia altri adolescenti stessero giocando alla Blu whale. L’inclinazione degli studenti non è stata critica,  tesa al ragionamento, ma giudicante: alcuni hanno colpevolizzato completamente l’istigatore (“le vittime sono costrette, le minacciano di far del male ai familiari”), altri gli adolescenti (“sono già malati”o”deboli”).

Nel 1897 Émile Durkheim pubblicò il suo celeberrimo saggio Il suicidio, fornendone una precisa definizione: “si chiama suicidio ogni caso di morte che risulti direttamente o indirettamente da un atto positivo o negativo, compiuto dalla vittima stessa consapevole di produrre questo risultato”.

Nel Saggio affrontò la questione ricercando “nella natura delle società stesse le cause della tendenza che ognuno di loro (individui) ha per il suicidio”. Secondo la sua tesi, suffragata dall’analisi dei tassi dei suicidi in epoche diverse, una delle cause fondamentali è la mancanza di integrazione dell’individuo nella società.

L’attenzione giornalistica nel non riferire notizie particolareggiate sui suicidi onde evitare imitazioni è venuta meno. A dire il vero, il sociologo, dati alla mano, non ritenne rilevante l’effetto imitativo. Certo lui non conosceva ancora internet e cellulari, ma ho sospetto che avrebbe fissato la sua attenzione sul livello di esclusione sociale e manipolazione in senso narcisistico dei social ben più che su cetacei di qualsivoglia colore…

antropologia · citazioni · diario

Antropologia. Una citazione

I nostri scritti circolano per lo più in un circuito chiuso; e allora se vogliamo () accedere a un livello di comunicazione che ci permetta di essere ascoltati dai pubblici poteri, dobbiamo continuare a fare grandi sforzi, superare alte barriere, per far capire che le cose di cui parliamo si riferiscono non ad “altri” totalmente esotici e a noi estranei, a mentalità arcaiche, a modi di scrivere scomparsi o a sopravvivenze, ma a noi stessi, alla nostra società, alle nostre reazioni e ai nostri comportamenti.

 Françoise Héritier

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Razza. Una citazione

Franz Boas mentre mima la danza Hamat'sa degli Kwakiut (Columbia Britannica)
Franz Boas mentre mima la danza Hamat’sa degli Kwakiut (Columbia Britannica)

Né s’è mai potuto accertare uno stretto rapporto tra razza e personalità. Il concetto di tipo razziale, quale si ritrova comunemente anche nella letteratura scientifica, è fuorviante e richiede una nuova definizione sia logica che biologica. Mentre un gran numero di biologi, psicologi e antropologi americani sembrerebbero concordare con ciò, il pregiudizio popolare, basato su un’antica diffusa tradizione scientifica, è ancora vivo e il preconcetto razziale rappresenta ancora un importante fattore nella nostra vita.

Franz Boas