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Violenza di buona famiglia.

Le culture violente possono essere rovesciate. Nelson Mandela

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“Ci sono maschi e femmine, hanno 15 e 16 anni. Giocano, discutono, ridono. Uno di loro viene preso di mira: battute, vestiti che volano e, quando è nudo, la rasatura dei peli. Spuntano le caramelle, i marshmallow, utilizzati come addobbo indecoroso sul ragazzo che è sdraiato sul letto. Lui è stanco, forse hanno bevuto, vuole essere lasciato in pace.” 

Questo il racconto di un episodio di bullismo avvenuto in gita tra studenti di un liceo di Cuneo. Un atto di prepotenza e prevaricazione, nonostante il tono minimizzante: Giocano, discutono, ridono…Lui è stanco, forse hanno bevuto, vuole essere lasciato in pace.

Dunque in gita scolastica a Roma uno studente viene steso nella vasca da bagno, denudato, depilato, bagnato di urina, avvolto in carta igienica, bruciato con un accendino alle gambe. Due ore di vessazioni, umiliazioni, risate sguaiate. Il tutto viene documentato con tre filmati girati con diversi cellulari e condiviso, fino ad arrivare a un professore e ai genitori della vittima.

La preside sospende 14 studenti,assegnando loro il 4 in condotta.

Le buone famiglie prendono la difesa dei loro bravi ragazzi.

Un padre fa ricorso. 

Un gruppo di mamme chiama La Stampa per minimizzare l’accaduto: Macché bullismo. Macché violenze. È stato uno scherzo. (Probabilmente è da quella chiamata che la notizia inizia a rimbalzare e si fa un gran polverone.)

I genitori di bravi ragazzi lanciano velate accuse: perché i ragazzi erano soli? Un professore all’ultimo non li ha accompagnati. (Meccanismi ben noti a chi gravita nel mondo della scuola, infatti molti presidi e professori tirano a evitare grane del genere,. ..Così come ci è nota la conclusione del pedagogista: tutta colpa delle mamme. Intanto gli studenti vedono e prendono appunti per quella che sarà la vita adulta)

Dunque le famiglie scattano in difesa dei loro rampolli contro la decisione disciplinare della preside.

Non è la prima volta che la ridente zona di Cuneo attira l’attenzione nazionale per la sua violenza nelle relazioni. Da queste parti la messa alla domenica è considerata un dovere sociale e le parrocchie sono centro di una fitta rete di relazioni economiche, culturali e politiche. Mentre essere divorziato-a è considerato un handicap, questa zona è campo di iniziazione delle schiave del sesso. Il mercato della prostituzione e della tratta hanno proporzioni tali da indurre il sospetto che si faccia prima e presto a contare chi non sia andato a puttane. I night club con i loro giri non conoscono crisi. Naturalmente non ci facciamo mancare la pedofilia e i femminicidi. Ben ricordo i commenti della gente, che colpevolizzava le ragazze del professore di Saluzzo…

Ricordate la citazione di M.L. King Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, ma il silenzio spaventoso delle persone oneste? Evidentemente non conosceva i cuneesi