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6 febbraio: la giornata contro le mutilazioni genitali femminili

Ci sono molte cose che vorrei dire a proposito di questa giornata. Mi trattengo, ritenendo più urgente fare informazione corretta. (Queste informazioni sono estrapolate da alcune mie slide relative a un lavoro sulla prevenzione e contrasto delle mutilazioni genitali femminili nell’area dell’ASLCN1)

Dobbiamo la definizione di mutilazioni genitali femminili all’organizzazione Mondiale della Sanità:

“Le mutilazioni genitali femminili comprendono tutti gli interventi che producono un’ablazione parziale o totale degli organi genitali esterni della donna o qualsiasi altra mutilazione degli organi genitali femminili che sia praticata per ragioni culturali o di altro tipo e non a fini terapeutici

TIPO I : Clitoridectomia. Escissione circonferenziale del prepuzio della clitoride. Sunna

TIPO II: Escissione. Rimozione totale o parziale del clitoride e delle piccole labbra, con o senza asportazione delle grandi labbra. Include anche il tipo con la rimozione esclusivamente delle piccole labbra.

TIPO III: Infibulazione. Riduzione dell’orifizio vaginale, ottenuto tagliando le piccole e/o grandi labbra, con o senza escissione del clitoride, e facendole cicatrizzare unite, ricoprendo meato uretrale ed introito vaginale.

TIPO IV : diverse altre pratiche lesive dell’apparato genitale femminile.

TIPO V: pratiche simboliche come la puntura di spillo su clitoride

Si stima che l’80% del totale dei casi al mondo è rappresentato da clitoridectomie ed escissioni, mentre l’infibulazione costituisce il 15%. 

Infibulazione deriva da Fibula: spilla che serviva a tenere agganciata la toga, veniva imposta dai Romani sulle proprie mogli e a schiave e schiavi per controllarne l’attività sessuale.

A quanti anni vengono praticate

Le MGF vengono praticate alle donne di età molto variabile a seconda delle tradizioni e circostanze.

In linea generale, è stato notato che presso le popolazioni cristiane la clitoridectomia viene praticata in epoca neonatale (3°-4° giorno di vita), presso i musulmani fra il 4° e il 14° anno, mentre l’infibulazione fra il 3° e il 13° anno (solitamente fra i 6 e i 9 anni).

In Egitto, circa il 90 per cento delle bambine è escissa tra i 5 e 14 anni di età, mentre in Etiopia, Mali e Mauritania, il 60 per cento delle bambine ha subito l’operazione prima di compiere i cinque anni.

L’età media al momento dell’esecuzione della MGF è diminuita in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Egitto, Kenya, Mali e Nigeria.

Effettuare l’intervento in un’età più precoce rende più facile nasconderlo alle autorità.

DIFFUSIONE

Lo stereotipo – del tutto errato – collega la diffusione delle MGF all’Islam. In realtà queste pratiche coinvolgono persone a prescindere dall’appartenenza religiosa. Le ritroviamo tra cristiane, mussulmane, animiste…

Anche geograficamente si tende a far confusione. Sappiamo che sono frequenti in regioni tropicali, affiancate da circoncisione maschile, hanno maggiore – ma non esclusiva – incidenza nel continente africano.Testimonianze sparse di MGF si trovano in Iran, Iraq, Yemen, Oman, Emirati Arabi, Bahrain , Israele, Malesia, Indonesia, Micronesia, Amazzonia peruviana e venezuelana, Australia centrale, Pakistan, Sri Lanka, Brasile, Messico dell’est…

vaginadentata

Radici simboliche

Vagina di coccodrillo, cita un canto della Nuova Guinea.

Dalla costa nord-occidentale del Nord America all’Asia sud orientale, all’Africa, all’Oceania, all’Europa, il mito della vagina dentata sembra universale.

I Mundurucu, in Brasile, chiamano la vagina “bocca del coccodrillo”

Tertulliano diceva “la donna è la porta per l’inferno, e i suoi genitali spalancati sono la sbadigliante bocca dell’inferno”.

Alcuni miti di nativi americani raccontano del coyote che ha spaccato i  denti della vagina della donna, altrimenti pericolosa

I denti, ovvero il clitoride, devono essere asportati prima che la donna sia adatta al matrimonio.

Principali significati della manipolazione etnica dei genitali femminili

Controllare la sessualità femminile ed evitare la masturbazione

Verginità e valore della sposa

Bellezza

 Pulizia

Piacere della donna

Fa diventare donna

Previene morte e malattia di marito e figli

In Sudan e in Kenya l’amministrazione britannica vietò l’infibulazione nel 1946 ma le altre forme continuarono ad essere legali. L’infibulazione divenne simbolo di resistenza.

MGF e OCCIDENTE

“Non possiamo pretendere di comprendere le idee altrui rispetto alla contaminazione sacra o secolare, finchè non abbiamo affrontato le nostre” Mary Douglas

Ovariectomia, clitoridectomia e cauterizzazione della clitoride con ferri roventi erano pratiche di routine e «curavano» isteria e onanismo  negli ospedali e nei manicomi del XIX secolo.

Altre pratiche:

INNER LABIA. Piercing posto sulle piccole labbra.

OUTER LABIA. Le grandi labbra possono essere forate in tutta la loro lunghezza, se il piercing è fatto troppo in basso può causare qualche problema nel sedersi.

HOOD. Fora il lembo di pelle che copre il clitoride. Può essere bucato sia orizzontalmente che verticalmente, e si può applicare sia l’anello che la barretta.

CLITORIS. Può essere messo in modo orizzontale o verticale, bucando al centro la base del clitoride

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Rise for Revolution!

Un documentario di 9 minuti mostra il mondo che balla.

Donne di ogni dove, età, religione, condizione personale unite in un ballo spontaneo per chiedere equità. Uomini che scelgono di ballare con loro.

Si chiama One Billion Rising il movimento globale contro la violenza sulle donne. Invita il mondo a cambiare la cultura della prevaricazione.

Il tam tam globale è  “Rise for Revolution”. Le visionarie e i visionari di tutto il mondo risponderanno?

Balleranno certamente i centri anti violenza.

Chi è fortunato-a ne ha uno in zona. In Italia non ce ne sono abbastanza. Copriamo un decimo del servizio minimo richiesto dagli standard europei per la prevenzione e il contrasto della violenza. E – per i centri esistenti e miracolosamente operativi – i fondi dello Stato sono ridicolmente bassi, di fatto son tutti cavoli delle volontarie. Da queste parti Maipiùsole  esiste grazie a donne pratiche, toste, allegre e solidali.

Vedremo se e come la politica deciderà di volgere il pietoso sguardo verso la violenza, l’iniquità, la disparità e lo svantaggio di genere.

Non sono tanto i lupi travestiti da agnelli a spaventarmi, quanto le pecore travestite da leoni.

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Costruzione di alterità

Oggi leggo l’articolo:

Infibulate tutte le donne. Come un falso fa notizia.

Come opportunamente segnalato qui, il danno nell’opinione pubblica ormai è fatto.

Lo riporto quale esempio di come costruire l’alterità, e non ritengo un caso che la partita si giochi sul corpo delle donne…

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Modificazioni genitali femminili

vaginadentata

Stavo guardando un bel programma su Rai3: Radici.

C’era un uomo italiano che intervistava una donna senegalese. La donna notava ragionevolmente come la solidarietà o cooperazione tra donne sia una realtà africana e in Italia rimanga una rarità. Kumba (così si chiama la donna)  ha vissuto 15 anni in Italia facendo la mediatrice culturale e la O.S.S. Parlano di quel che si è portata dietro della cucina e dei modi italiani. Parlano del Senegal oggi. Il lavoro pesante è delle donne, racconta lei, ma in città ora non più, perché le comodità lo hanno eliminato. Dunque lei non si lamenta, o meglio, lo fa di nascosto, avendo sotto gli occhi la fatica delle donne in zone rurali.

Veramente interessante. Dove mancano le comodità tipo acqua corrente succede così. Succedeva e succede anche qui, penso io.

Poi il nostro prode ha affrontato un discorso sui genitali femminili, giocando la consueta carta italiana MGF=infibulazione=emergenza. E mi sono venuti i nervi per la scorrettezza dell’informazione e per la superficialità con la quale è stata trattata (indicativo che si sia affidato a un uomo il tema).

Le MGF (mutilazioni genitali femminili, o modificazioni genitali femminili, in rispetto di chi non ama sentirsi definire mutilata) sono diversamente diffuse per il mondo. L’evoluto Occidente di ieri  e di oggi non è esente da pratiche oggettivamente rientranti nella definizione della Organizzazione Mondiale della Sanità:

Modificazioni genitali femminili