Discriminazione

Si ha discriminazione quando, a causa della sua “razza”-origine etnica, sesso, handicap, orientamento sessuale, età, religione o opinione, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra in una situazione analoga.

Quando questo accade attraverso una disposizione apparentemente neutra si chiama discriminazione indiretta.

Discriminazione per associazione
quando la vittima subisce la discriminazione non in ragione di una sua personale appartenenza ad una determinata categoria etnico-razziale, religiosa, o in quanto avente un particolare orientamento sessuale o una disabilità, ma in quanto associata o frequentante persone, familiari o amici, appartenenti a dette categorie.

Discriminazione per attribuzione
quando la persona viene discriminata in quanto gli viene attribuita l’appartenenza ad una categoria sociale cui in realtà non appartiene (ad es. la persona di caratteristiche somatiche extraeuropee divenuto cittadino italiano per adozione internazionale o per naturalizzazione o matrimonio)

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